Seguici su

Cybersicurezza

Pagamenti digitali ancora non per tutti, ma la diffidenza può portare a non onorare i debiti

I consigli dell’esperto di cybersecurity Sababa e di KRUK, leader nella gestione del credito, per operare digitalmente in sicurezza

Pubblicato

il

Pagamenti digitali

La digitalizzazione è entrata a far parte delle nostre vite in modo ormai predominante e anche le modalità attraverso cui scambiamo i nostri soldi si stanno rapidamente evolvendo.

In un momento nel quale i pagamenti digitali sono al centro del dibattito pubblico in Italia – con la recente introduzione dell’obbligatorietà per gli esercenti di disporre del POS per qualsiasi transazione – KRUK, società di gestione del credito e leader finanziario in Europa, ha deciso di fare un punto sul livello di integrazione digitale in Italia nel proprio settore di competenza, analizzando qual è il livello di fiducia degli italiani riposto negli strumenti digitali per ripagare, mensilmente, il proprio debito.

Diffidenza nei metodi di pagamento digitali

A partire dai dati raccolti da KRUK Italia nell’ultimo triennio sugli utilizzatori della propria piattaforma e-KRUK – attraverso la quale è possibile gestire in autonomia il proprio piano di rientro – emerge ancora un sentimento di diffidenza nell’adozione di metodi di pagamento digitali. 

Infatti, ad eccezione dei più giovani dove il trend è in rapida ascesa negli ultimi tre anni (dal 10% al 25% tra chi ha tra i 19-25 anni) non in tutte le fasce di età si è registrato un aumento nei pagamenti digitali: tra i 33 e i 45 anni, ad esempio, la percentuale è rimasta stabile, mentre risulta in discesa per le altre fasce di età più avanzata, in particolare tra chi ha più di 66 anni (dal 6% all’attuale 3%) nello stesso periodo di tempo.

Una crescita rallentata che può essere attribuibile a diversi fattori, come ad esempio quello relativo al sentimento di insicurezza sulla condivisione dei propri dati personali e alla paura di incappare in possibili frodi. Proprio in questo senso, Sababa – solution integrator italiano di cybersecurityviene in soccorso illustrando i benefici e la totale sicurezza dei pagamenti digitali, che può essere garantita con piccoli accorgimenti.

Consigli di cybersecurity

  1. Prediligere sempre canali sicuri di pagamenti, servizi garantiti dalle banche stesse in modo tale da avere alta credibilità.
  2. Abilitare sempre l’autenticazione a due fattori sia sui pagamenti che sulle carte di credito, in modo tale che, anche attraverso lo smartphone si possa controllare e negare eventuali richieste sospette di pagamento.
  3. Disabilitare sempre l’NFC, che permette lo scambio di dati a distanza ravvicinata (massimo 20 cm) tra due dispositivi che abbiano questa funzione attivata, nel caso di pagamenti effettuati con applicazioni attraverso lo smartphone per evitare che ci sia esfiltrazione di dati o furto di denaro.
  4. Prestare particolare attenzione ai siti web che destano qualche sospetto e poco attendibili.
  5. Denunciare con celerità i pagamenti o i movimenti sospetti. Questo è un fattore importante per avere copertura della banca ed evitare che siano addebitate cifre derivanti da frodi.
  6. Abilitare la notifica dei pagamenti e in caso di movimenti non leciti, avvisare immediatamente la banca.

Dunque, seguendo questi semplici consigli, i benefici derivanti dai pagamenti digitali possono essere veramente molteplici: uno su tutti la possibilità di automatizzare, attraverso una modalità sicura come l’SDD, una spesa assolutamente necessaria ai fini del benessere finanziario di una persona quale quella rappresentata dalla voce “piano di rientro”.

Una possibilità, quella di impostare l’SDD come metodo di pagamento del proprio debito, che rientra all’interno di una modalità di gestione responsabile delle finanze personali, permettendo di evitare situazioni di difficoltà come quella di dover ricorrere ad un nuovo finanziamento per ripagare il proprio debito. Una situazione, quest’ultima, anche abbastanza comune in Italia. In questo senso, infatti, una survey condotta da KRUK sul mercato europeo nel periodo pre-pandemia, mostra come il 14% degli italiani che avevano sottoscritto un finanziamento, lo avevano fatto per ripagare un precedente debito.

La modalità dell’SDD, dunque, contribuisce a diminuire la possibilità di ritrovarsi in questa situazione, eliminando possibili dimenticanze o negligenze e offrendo semplicità e comodità nella gestione del debito.

“L’SDD – afferma Alicia Olmedilla Munoz, Marketing & PR Manager di KRUK Italiaè ormai un pagamento molto sicuro perché regolamentato dalle banche con la sottoscrizione di documenti specifici attraverso i quali l’utente accetta e pre-autorizza l’addebito direttamente sul proprio conto corrente”. Una forma di pagamento, dunque, in linea con il primo dei consigli forniti da Sababa: affidarsi a canali sicuri e garantiti dalle banche.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.